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Artists
 

Terry Riley
compositore californiano (nato a Colfax nel 1935), e’ considerato il padre del movimento minimalista. Nel suo brano rivoluzionario IN C (1964) emergono gli stilemi di una nuova pratica musicale, con cellule sonore ripetitive e interconnesse ed elementi d’improvvisazione controllata. L’impatto fu travolgente e cambia il corso della musica del XX secolo. Ne sono stati influenzati compositori importanti come Steve Reich, Philip Glass e John Adams e musicisti rock di gruppi quali The Who, The Soft Machine, Tangerine Dreams, Curved Air e molti altri. Le composizioni e le improvvisazioni di Terry Riley, polimetrie ipnotiche costituite da sovrapposizioni sonore abilmente orchestrate e tinteggiate da influenze orientali, hanno portato a quello che si definisce Nuova Tonalità. Nel 1970 Terry diventa discepolo del venerato maestro indiano Pandit Pran Nath, vocalist raga, e nei 26 anni successivi appare in concerto con il leggendario maestro suonando tabla, tampura e accompagnandolo alla voce. Le composizioni di Terry Riley spaziano dall’elettronica alla musica vocale e strumentale, e comprendono tra le altre 13 quartetti d’archi, frutto della profonda collaborazione con Kronos Quartet; The Sands, la prima composizione contemporanea commissionata dal Salzburg festival, e l’opera multimediale SUN RINGS per coro, visuals e suoni dallo spazio, commissionata dalla Nasa. Cadenza on the Night Plain è considerato dal Times e Newsweek uno dei dieci migliori dischi dell’anno e Salome Dances for Peace, un ciclo epico di cinque quartetti d’archi, eletto miglior album del 1989 da USA Today. Esegue regolarmente concerti da solista al pianoforte delle sue opere degli ultimi 30 anni; appare anche in duo con il sitarista indiano Krishna Bhatt, il sassofonista George Brooks, Gyan Riley e con il virtuoso bassista Stefano Scodanibbio. Nel 1992 forma una piccola compagnia di teatro, The Travelling-Avantt Gaard per eseguire l'opera da camera Saint Adolf Ring a partire da disegni, poesie, scritti e calcoli matematici di Adolf Woelfli, artista svizzero affetto da schizofrenia, rinchiuso per 35 anni in un istituto mentale. Crea una nuova formazione, Terry Riley e gli All Stars, e di recente e’ al lavoro su un ciclo di 24 brani per chitarra e ensemble di chitarre,The Book of Abbeyozzud, e ha completato un libro di 5 brani per piano a quattro mani. Terry ha composto le musiche per 3 film e per numerosi cortometraggi tra cui quelli di Bruce Conner. Per il festival di Lille ha creato TIME LAG ACCUMULATOR, installazione/architettura sonora che diffonde delays multitemporali in nove stanze di specchi, ora al Museo d’arte contemporanea di Lione. Terry e’ nell’elenco del London Sunday Times tra “ i mille artefici del XX secolo.”

www.terryriley.com

     
  Bang on a Can All Stars
Come ha scritto il “New York Times” a proposito di Bang On A Can: "A fiercely aggressive group, combining the power and punch of a rock band with the precision and clarity of a chamber ensemble."
Nessun complesso musicale dedito alla musica contemporanea, infatti, è in grado, come BOAC di affiancare una trascinante capacità espressiva al rigore pressoché ineluttabile con cui ogni testo musicale (spesso commissionato ad hoc) viene affrontato ed interpretato.
Gli esordi di questo affascinante gruppo, che ha saputo conferire ad alcuni autori contemporanei la popolarità di talune icone del rock più sofisticato, sono segnati dalla personalità dei suoi fondatori, Michael Gordon, David Lang e Julie Wolfe, cretori di un nuovo approccio musicale alla contemporaneità che richiedeva specifiche caratteristiche da parte di specifici interpreti. Vi era bisogno di un nuovo tipo di virtuosismo, di una nuova sensibilità musicale e culturale, di una nuova visione della contemporaneità, capace di varcare qualsiasi confine stilistico e capace, altresì, di misurarsi con il veloce progresso delle nuove tecnologie.
Nasce così, nel 1992, Bang On A Can.
La stessa strumentazione del gruppo indica il cambiamento in atto: clarinetti, violoncello, tastiere, chitarra elettrica, basso e batteria. Un incrocio eclatante fra gruppo rock e complesso cameristico, ideato appositamente per dissipare i confini fra musica popolare e musica accademica e poter agire all’interno di più possibili linguaggi musicali. A tale scopo venivano scelti strumentisti di eccezionale virtuosismo quanto di non minore versatilità, capaci, cioè, di affrontare l’avanguardia più estrema così come le più diverse musiche etniche e popolari, l’improvvisazione jazzistica, il pop o il rock. Soprattutto, ai musicisti veniva e viene richiesto di non avvicinarsi alla contemporaneità con un approccio accademico. Anzi. Ed è questo, fra l’altro, che rende ogni concerto di BOAC un evento particolare, vibrante, che aiuta la diffusione della creatività contemporanea presso pubblici usi a rifiutare I cliché delle logore avanguardie post-Darmstadt.
Non è un caso che Bang On A Can abbia collaborato e/o inciso con artisti di eccezionale levatura quali Philip Glass, Steve Reich, Meredith Monk, Brian Eno, Ornette Coleman, Thurston Moore (di Sonic Youth), Don Byron, Kyaw Kyaw Naing, Iva Bittova, Nobukazu Takemura, Terry Riley, Glenn Branca, Cecil Taylor, DJ Spooky, Louis Andriessen. Interpreti e compositori con cui il gruppo (che pure vanta anche un eccezionale compositore nella figura del clarinettista Evan Ziporyn) ha allacciato rapporti stabili attraverso anche numerose commissioni. Ed è da ricordare altresì la storica collaborazione con Brian Eno, che ha dato vita ad una nuova e più intensa lettura di Music for Airports ormai leggendaria.
BOAC ha riscosso successo a livello planetario, esibendosi nelle principali sale concertistiche e per le principali stagioni musicali e culturali: Carnegie Hall, Biennale di Venezia, Holland Festival, The Next Wave Festival della Brooklyn Academy of Music, Royce Hall presso la University of California (Los Angeles), Barbican Center di Londra, Lincoln Center a New York, Theatre De La Ville a Parigi, ecc. Il gruppo ha inciso ed incide per etichette discografiche di fama come Cantaloupe, Nonesuch e Point.
 

Robert Black (contrabbasso)
Strumentista eccezionale, Robert Black vanta un eccezionale “ventaglio” di diverse collaborazioni: da John Cage a D.J. Spooky, da Elliot Carter a Meredith Monk o Cecil Taylor.
Oltre a collaborare regolarmente con Bang On A Can All Stars, si esibisce con Basso Bongo (un duo di musica elettronica con la percussionista Amy Knoles) e con The School of Hard Knocks (un’affermata compagnia di danza post-moderna). Vanta inoltre numerose collaborazioni in campo teatrale (ad esempio con Kathryn Walker e il Music-Theater Group), con il regista cinematografico Rudy Burckhardt e con il pittore brasiliano Ige D'Aquino. Ha partecipato a numerose incisioni, oltre a realizzarne due proprie: State of the Bass (O.O. Discs) e The Complete Bass Music of Christian Wolff (Mode Records).
www.robertblack.org

 

David Cossin (percussioni)
Nato a New York, David Cossin è un autentico specialista delle Nuove Musiche, e collabora regolarmente con Bang on a Can All-Stars, Steve Reich and Musicians, Philip Glass, Yo-Yo Ma, Meredith Monk, Tan Dun, Cecil Taylor, Talujon Percussion Quartet, Thurston Moore (Sonic Youth) e Bo Diddley. Al suo attivo anche numerose collaborazioni teatrali con gruppi e artisti del calibro di Blue Man Group, Mabou Mines, Peter Sellars.
Cossin si è fatto apprezzare come percussionista solista nella colonna sonora realizzata dal compositore Tan Dun per il celebrato film di Ang Lee "Crouching Tiger, Hidden Dragon." (La Tigre e il Dragone). Ha collaborato e collabora con compagini rilevanti quali Los Angeles Philharmonic, Orchestre Radio France, Saint Paul Chamber Orchestra, São Paulo State Symphony, Sydney Symphony, Gothenburg Symphony, Hong Kong Symphony, Singapore Symphony. Ha creato numerose istallazioni sonore presentate in Germania, Italia e Stati Uniti.
Dal 2004 Cossin cura il programma di residenza, festival e summer school Sound Res, nel Salento. Di recente s’è inoltre esibito a fianco di autori come Tan Dun, Philip Glass e Steve Reich.
www.davidcossin.com

  Felix Fan
La versatilita’ di Felix Fan lo ha reso uno dei piu’ ricercati violoncellisti di musica classica e contemporanea, improvvisazione e and rock & roll. Come musicista da camera Fan ha suonato e registrato con Janos Starker, Yo-Yo Ma, Gil Shaham e Cho- Liang Lin. I suoi recenti impegni da solista includono le orchestre sinfoniche di San Diego, Pacific and Kansas City Symphonies dirette da Jah- Jah Ling e Michael Stern, e la National Symphony Orchestra di Taiwan, e la Hong Kong Philharmonic insieme al compositore Tan Dun. Durante il suo periodo di studio in Germania, Fan e’ stato introdotto ai grandi compositori contemporanei europei, con cui ha poi collaborato. Fra loro, Hans Werner Henze, Oliver Knussen e Kaija Saariaho. Si esibisce in teatri quali Carnegie Hall, il Kennedy Center, Royal Festival Hall e Musikverein. Dal 1998 Fan dirige Muzik3 festival in La Jolla, California, da lui fondato e dedicato alla musica contemporanea, teatro, video e danza. progetto che lo porta a sviluppare interessanti collaborazioni con musicisti quali Sam Rivers, Jonas Hellborg, e alla nascita del trio Real Quiet di cui fa parte insieme a David Cossin (percussioni) e Andrew Russo (piano). A seguito di collaborazioni con George Crumb, Philip Glass, David Lang, Terry Riley e Bang on a Can All-Stars, Real Quiet e’ stato definito un gruppo che “da’ forma al futuro della musicia” Felix fan ha anche collaborato con danzatori e registi di teatro. Nel 2005, ha suonato durante una serie di radiodrammi scritta dall’acclamato sceneggiatore Charlie Kaufman e dai Fratelli Coen, con gli attori Steve Buscemi, John Goodman, Philip Seymour Hoffman e Meryl Streep. In the same year, Fan ha collaborato con la coreografa Karole Armitage nel suo ultimo lavoro ‘In this Dream That Dogs Me’ con musica di Annie Gosfield.
  Mark Stewart (chitarra elettrica)
è eccellente strumentista, di rara versatilità. A suo agio in contesti teatrali o a fianco di Paul Simon, si esibisce regolarmente con Bang on a Can All-Stars, Steve Reich and Musicians, The Fred Frith Guitar Quartet, Arnold Dreyblatt’s Orchestra of Excited Strings, Zeena Parkins’ Gangster Band e con il solista di theremin Rob Schwimmer nel duo Polygraph Lunge.Non vanno inoltre dimenticate le sue collaborazioni con Anthony Braxton, Bob Dylan, Cecil Taylor, Meredith Monk, Phillip Glass, Bruce Springsteen, Edie Brickell, Don Byron, Paul McCartney e Marc Ribot, nonché con il compositore cinematografico Elliot Goldenthal e i coreografi Eliot Feld, Susan Marshall, Yoshiko.
Creatore anche dei suoi propri strumenti, Stewart ha inciso per Warner Bros., Sony, Sony Classical, Point/Polygram, Nonesuch, Label Bleu, Resonance Magnetique, Cantaloupe, CRI.
www.polygraphlounge.com
 

Evan Ziporyn (clarinetti)
Geniale compositore e strumentista, è il fondatore e direttore del Gamelan Galak Tika, un gruppo di danza e musica balinese dedito alla presentazione di nuovi lavori di compositori balinesi ed americani. troupe devoted to new works by American and Balinese composers. Premiato nel 2004 dalla American Academy of Arts and Letters con il Goddard Lieberson Award, ha ricevuto numerose commissioni da gruppi e istituzioni come Kronos Quartet, Rockefeller Foundation, Reader's Digest/Meet the Composer, Boston Modern Orchestra Project, American Repertory Theater.
Incisioni dei suoi lavori sono reperibili su incisioni realizzate da etichette discografiche come Cantaloupe, Sony Classical, New World, CRI; ha collaborato, fra i tantissimi, con artisti quali Steve Reich, Meredith Monk, Brian Eno, Paul Simon, Philip Glass, Terry Riley, Ornette Coleman, Don Byron, Louis Andriessen, Cecil Taylor, Henry Threadgill, Matthew Shipp, Thurston Moore, Wu Man, Wayan Wija, Kyaw Kyaw Naing, Pamela Z, Wu Tong, So Percussion, Ethel. Attualmente insegna presso il Massachusetts Institute of Technology
www.ziporyn.com

  Ning Yu
è nata e cresciuta in Cina, dove ha cominciato la sua educazione musicale al Conservatorio centrale di Musica di Pechino. Si e’ trasferita negli Stati Uniti a 15 anni. L’interesse per i diversi generi musicali, l’ha portata a prodursi in concerti solistici, con ensemble di musica contemporanea e con compagnie di teatro e di danza, dentro e fuori dagli Stati Uniti. E’ stata solista con la Greensboro Symphony Orchestra e l’Eastman Wind Ensemble, ed ha suonato, tra le altre, nelle universita’ del Maryland, Tufts, Yale, June. Nel 2003 ha preso parte allo spettacolo teatrale Dollhouse di Mabou Mine, che ha vinto l’OBIE Award, e con questa produzione ha suonato al Sundance Institute e al St. Ann’s Warehouse di New York, e in tournee nel resto degli USA, in Israele, ad Hong Kong, in Italia, Spagna, Polonia e Scozia. Una versione televisiva dello spettacolo e’ stata prodotta dal canale culturale franco-tedesco ARTE. Ha anche collaborato con Moisès Kauffman and the Tectonic Theatre Project al Sundance, Playwright’s Horizon di New York, e l’Arena Stage di Washington. Vive a New York da quando ha terminato gli studi alla Eastman School of Music nel 2004. Insegna presso la Third Street Music School Settlement, e sta al momento lavorando ad un film sul pianista francese Alfred Cortot.
     
  Andrew Cotton (sound design)
Nel suo ruolo di tour menager e ingegnere del suono lavora a stretto contatto con compositori e musicisti nella creazione di nuove opere. Cotton lavora al fianco di molti tra i più grandi produttori londinesi specializzandosi in progetti di musica contemporanea insieme con artisti. Lavora anche in diversi tour con Elvis Costello e John Harle, Meltdown, George Russel, Carla Bley, The Balensescu Quartet, Lloyd Cole e Talvin Singh.
Gli attuali progetti includono produzione, management e sound design per Evelin Glennie, di recente ha concluso il Northfolk e Norwich Festival e My Dream per Chinese Peoples Disabled Performance group.
Ha collaborato con i compositori Michael Gordon, Julia Wolfe e David Lang per i loro pezzi per All-Stars così come per pezzi per grandi ensemble di danza e teatro.
     
    Katia Anguelova
è nata in Bulgaria. Vive a Milano. Laureata in storia e teoria della cultura (culturologia) all'universita' di Sofia, ha cominciato il suo dottorato di ricerca all'E.H.E.S.S.(Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales), Parigi, dove ha lavorato su Christo l'arte effimera e sul triangolo relazionale fra artisti critici e spettatori. E' stata responsabile per i contatti con l'Est europeo nell'organizzazione del ciclo di conferenze ''Politica e cultura mondiale'', nell'ambito della ''Biennale europea delle riviste culturali'' Genova, luglio 2001. Ha collaborato con la casa editrice Skira per la preparazione del
catalogo ragionato di Mimmo Rotella. Ha collaborato per diverse mostre con Angela Vettese lavorando come assistente curatoriale e con il Centro di documentazione Arti Visive, Viafarini nell' ambito del
progetto ''Archivio Giovani artisti. Italian area''. Ha seguito una specializzazione in ''Etudes critiques. Pratiques curatoriales'' all'Ecole du Magasin, presso Centre National d'art Contemporain, CNAC,
Grenoble, Francia nel 2003-2004 (v. www.ecoledumagasin.com/session13). Attualmente collabora come curatrice con il Centro per l'Arte Contemporanea alla Stecca degli Artigiani di Milano, di Manifesta 2008
e porta avanti un'attivita' curatoriale indipendente. Collabora con testate specializzate bulgare, francesi, italiane.
     
  Adrian Paci
Nella poetica di Adrian Paci e attraverso le diverse tecniche utilizzate - pittura scultura, fotografia, video e istallazione -, la forza poetica del ricordo e della distanza agiscono nel ridefinire l'identità dell'individuo e di un popolo messo a rischio dai processi migratori in atto in questo nuovo millennio. Difatti, le sue opere
sono, molto spesso, una riflessione sui temi della casa, dei vincoli affettivi, intesi sia come valori della vita privata che della sfera pubblica. Nel far questo egli non esita a mettere in scena ciò che sta fra immaginazione e realtà come le scene dipinte del suo matrimonio, o le immagini di un video molto noto in cui una delle sue due figlie canta una filastrocca albanese a cui rispondono da uno schermo diverso, opposto e più in basso, i parenti rimasti in Albania. Il tema dell'errare è al centro delle fotografie di grande formato in cui l'artista si ritrae come un moderno cristo che al posto della croce è costretto a portare il tetto rovesciato di una casa.
Attraverso le sue opere, Paci, costringe a ragionare su cosa voglia dire per ciascuno di noi appartenere ad un contesto, su come interagisca la nostra dimensione privata in relazione a tutto quel che ne è esterno, sul rapporto con le radici, non necessariamente sulla condizione di migrante in senso stretto, ma in senso più aperto sul disorientamento e sulla fatica ad individuare una propria "casa".
     
 

Emio Greco | Pieter C. Scholten
Emio Greco e Pieter C. Scholten portano avanti sin dal 1995 una ricerca congiunta sulle nuove forme della danza, fondata sul comune interesse per le possibilità della danza intesa come l’espressione di un corpo visionario, e dello spazio teatrale percepito come influenza esterna sul quel corpo. Nelle loro performance la danza è autonoma, capace di creare il proprio tempo e il proprio spazio. La danza non è mai portata all’azione come un mezzo per trasmettere teatralità o rivestire uno spazio teatrale. Al contrario, la danza possiede una logica intrinseca attraverso la quale si esprime l’intelligenza del corpo senza necessità di addurre spiegazioni o aggiungere significati. Tutti gli elementi della performance- lo spazio, la luce, il suono- sono utilizzati nel processo di lavoro per rendere espliciti gli impulsi che guidano la riflessione propria del corpo.
www.emiogrecopc.nl

 
     
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